Giornata faticosa per gli studenti del corso di interclasse di Lingue oggi.
Sveglia albeggiante come al solito e corsa su per le scale alle 7emezza di mattina per prendere e occupare posti che lo/a stronzo/a di turno vi frega perché "finchè è uno okay, ma già due o tre... eh no cara, mi dispiace!". Il suo discorso può anche essere corretto da un punto di vista logico, che lui o lei si alza presto e arriva in Facoltà mezz'ora o tre quarti d'ora prima dell'orario di inizio solo per prendere posto; ma noi allora lì che cosa ci facciamo? Non siamo anche noi sul suo stesso livello?
Ma comunque... Per fortuna che tra una lezione e l'altra ci sono quattro ore di pausa: la mente si rilassa, si ha il tempo di rivedere gli appunti, pranzare, cercare l'aula e prendere di nuovo posto. Peccato che l'aula era davvero insignificante e che non ci entrassimo nemmeno per un quinto. Così, quando una mia collega ed io avevamo preso già posto da un po', abbastanza avanti da poter seguire la lezione con calma, ci hanno avvisato che la lezione era stata momentaneamente trasferita in un'aula molto più grande e noi due abbiamo corso di nuovo per arrivare infine ad occupare due posti dell'ultimissima fila in alto. Dispiaciute, ma correttamente grate di averne trovate almeno uno ciascuna.
Ed il professore che ci faceva lezione era persino preso in prestito!
Non faccio nessun commento. Ma...
...sarà anche per colpa della data?
Baaaah.
Maria
lunedì 22 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Svegliaaa !
Magari scrivere alle 22.41 svegliaaa ! non è proprio appropriato. Ma stamattina il primo, primissimo pensiero che ho avuto non appena la voce dei miei ha scampanellato melodiosamente alle mie orecchie che no, non potevo dormire fino a tardi proprio oggi, è stato "oddio, oggi iniziano le lezioni mattutine!" (ovvio), e tutto ciò che questo avrebbe comportato e mi avrebbe ispirato da scrivere (perché tutto è oggetto di riflessione; siamo umani, esseri dotati di intelletto, che hanno un'opinione su ogni oggetto e situazione e nostro simile con cui veniamo a contatto; perciò tutto è, per me in primo luogo, motivo per scrivere idiozie da trasferire a fiotti su codesto blog). Il che significa, per proprietà commutativa, il mio primo pensiero è andato a voi... Siamo sinceri però, solo dopo che il mio cervello straordinariamente sveglio di primissima mattina, nei primi cinque-sei secondi di veglia, aveva ripassato tutti i supplizi della situazione (orario, scuola, sonno, fame, stanchezza).
Ore sei e quindici del mattino, I got up e mi sono infilata sotto l'acqua stile kamikaze. Ore sette e un quarto, già in strada per arrivare in tempo in Facoltà alla prima lezione di Linguistica. Primissima volta nella mia intera esistenza. Io, eterna ritardataria, sono sempre stata solita presentarmi alle otto e un quarto (il quarto d'ora mi perseguita Oò) laddove l'orario prescritto prevede un otto e due zeri grandi come una casa. E lì, se avessi potuto e potessi tuttora utilizzare l'opzione di inviare i post via sms, vi avrei già fatto un mazzo così sulla piacevolezza della passeggiata mattutina, in lieve pendenza man mano che ci si avvicina al cancello, quella di incontrare il negozio del fioraio già aperto sul marciapiede e il fioraio infilato nel camioncino a riposare con guanti e cappello, il piacere di non essere in ritardo almeno questa volta, di poter sfruttare il tempo a disposizione per cercare di sembrare più sfigata di una che inizia il primo anno di un nuovo percorso formativo senza conoscere nessuno (per cui troverà qualcuno che una volta o l'altra la prenderà per deficiente a camminare tipo pantera dispersa in città, il povero animale non ha cognizione di orientamento e si aggira sperduto tra i grigi palazzi della civiltà...) Pantera sperduta un corno! Adoro la solitudine; e se avessi voluto, avrei potuto utilizzare il numero di una collega per organizzarci appena arrivate entrambe a destinazione. E così ho fatto xD Deficiente sì, ma fino a un certo punto.
Anche se poi, per sederci, si è creato un altro tipo di problema, e cioè che tutte le persone stanziate davanti la porta dalle sette e mezza come me mi si sono catapultate addosso appena hanno visto la tizia con le chiavi, ed io sia stata catapultata lontanissima da lei. Capisco che bisogna cercare di entrare il prima possibile per avere un buon posto... Ma se calmate i toni e fate i civili la situazione può solo migliorare... per me ;D
Embè, lì, io che ho sempre avuto qualche problema di socializzazione iniziale (Facebook credo sia pieno di link di persone che dicono di essere come me, vedi all'inizio posso sembrare chiusa e introversa, ma se ti conosco meglio ti do il cuore... o simili, -parentesi: che in realtà non lo sono affatto-), mi sono sentita persa appena un ragazzo, il solito bellimbusto antipatico e sputasentenze, si è seduto accanto a me da un lato mentre dall'altro due tizie che si conoscevano dalle elementari (guai a disturbare il loro equilibrio simbiotico!) si sono presentate e girate. Per quel poco che ho parlato, perché l'ho fatto, le due ragazze sono state la mia sola scelta. Il fanciullo lo lascio a voi. E spero di non ritrovarmelo domani a pochi posti o passi o centimetri come oggi. Cosa va a dire una bruttona baffutona cicciona monocigliona (esagero, eh!) come me al tipico Io sono Narciso e quella tizia che pesa sette chili è troppo grassa?! Già è tanto se lasciavo cascare qui e lì qualche commento sul professore ipnotico (nel senso, che induce all'Hypno, al sonno) a mò di battuta sparata al vento.
Comunque, la giornata è proceduta abbastanza bene, sono andata a lezione di DI con la mia migliore amica e ho rischiato davvero di cadere dalla sedia per il sonno (non per colpa della prof questa volta), siamo uscite, abbiamo pranzato insieme e sono tornata a casa mentre lei continuava la lezione suicida di sei ore.
E il resto mi secca raccontarvelo, perché sono seriamente decisa a fare una doccia calda e infilarmi sotto il piumone, e anche perché casco dal sonno (Santo Pisolo!) e non mi viene in mente nessun altro tubo catodico da confessarvi.
Buonanotte,
Maria
Ore sei e quindici del mattino, I got up e mi sono infilata sotto l'acqua stile kamikaze. Ore sette e un quarto, già in strada per arrivare in tempo in Facoltà alla prima lezione di Linguistica. Primissima volta nella mia intera esistenza. Io, eterna ritardataria, sono sempre stata solita presentarmi alle otto e un quarto (il quarto d'ora mi perseguita Oò) laddove l'orario prescritto prevede un otto e due zeri grandi come una casa. E lì, se avessi potuto e potessi tuttora utilizzare l'opzione di inviare i post via sms, vi avrei già fatto un mazzo così sulla piacevolezza della passeggiata mattutina, in lieve pendenza man mano che ci si avvicina al cancello, quella di incontrare il negozio del fioraio già aperto sul marciapiede e il fioraio infilato nel camioncino a riposare con guanti e cappello, il piacere di non essere in ritardo almeno questa volta, di poter sfruttare il tempo a disposizione per cercare di sembrare più sfigata di una che inizia il primo anno di un nuovo percorso formativo senza conoscere nessuno (per cui troverà qualcuno che una volta o l'altra la prenderà per deficiente a camminare tipo pantera dispersa in città, il povero animale non ha cognizione di orientamento e si aggira sperduto tra i grigi palazzi della civiltà...) Pantera sperduta un corno! Adoro la solitudine; e se avessi voluto, avrei potuto utilizzare il numero di una collega per organizzarci appena arrivate entrambe a destinazione. E così ho fatto xD Deficiente sì, ma fino a un certo punto.
Anche se poi, per sederci, si è creato un altro tipo di problema, e cioè che tutte le persone stanziate davanti la porta dalle sette e mezza come me mi si sono catapultate addosso appena hanno visto la tizia con le chiavi, ed io sia stata catapultata lontanissima da lei. Capisco che bisogna cercare di entrare il prima possibile per avere un buon posto... Ma se calmate i toni e fate i civili la situazione può solo migliorare... per me ;D
Embè, lì, io che ho sempre avuto qualche problema di socializzazione iniziale (Facebook credo sia pieno di link di persone che dicono di essere come me, vedi all'inizio posso sembrare chiusa e introversa, ma se ti conosco meglio ti do il cuore... o simili, -parentesi: che in realtà non lo sono affatto-), mi sono sentita persa appena un ragazzo, il solito bellimbusto antipatico e sputasentenze, si è seduto accanto a me da un lato mentre dall'altro due tizie che si conoscevano dalle elementari (guai a disturbare il loro equilibrio simbiotico!) si sono presentate e girate. Per quel poco che ho parlato, perché l'ho fatto, le due ragazze sono state la mia sola scelta. Il fanciullo lo lascio a voi. E spero di non ritrovarmelo domani a pochi posti o passi o centimetri come oggi. Cosa va a dire una bruttona baffutona cicciona monocigliona (esagero, eh!) come me al tipico Io sono Narciso e quella tizia che pesa sette chili è troppo grassa?! Già è tanto se lasciavo cascare qui e lì qualche commento sul professore ipnotico (nel senso, che induce all'Hypno, al sonno) a mò di battuta sparata al vento.
Comunque, la giornata è proceduta abbastanza bene, sono andata a lezione di DI con la mia migliore amica e ho rischiato davvero di cadere dalla sedia per il sonno (non per colpa della prof questa volta), siamo uscite, abbiamo pranzato insieme e sono tornata a casa mentre lei continuava la lezione suicida di sei ore.
E il resto mi secca raccontarvelo, perché sono seriamente decisa a fare una doccia calda e infilarmi sotto il piumone, e anche perché casco dal sonno (Santo Pisolo!) e non mi viene in mente nessun altro tubo catodico da confessarvi.
Buonanotte,
Maria
lunedì 15 novembre 2010
Si inizia!
Lunedì 15 novembre duemìladieci, giornata calda in città, e primo giorno di Università per gli studenti di LLM e Mediazione!
Non posso non ammettere che è stato emozionante, la prima lezione ufficiale di Storia Moderna, le nuove amicizie o le prime chiacchere da bar, i colleghi e le colleghe, il gruppetto già formato, il prof simpatico con marcato accento provinciale... ma forse la sistemazione un po' scomoda (a terra, addossata alle mie colleghe da una parte e la mia migliore amica dall'altra) mi ha fatto intristire alquanto; anche perché, da quello che ho capito, sarà questa la sistemazione fino a quando non finiranno le lezioni. Maaah.
Ma non è questo il problema. I problemi inizieranno, come tutti sanno, quando la sistemazione non sarà più una scusa. O meglio, quando la sistemazione sarà l'ultimo dei problemi fondamentali dello studio, di giornate passate intere sepolta sotto una decina di libri da leggere da introduzione a epilogo, capoverso dopo capoverso, in un lasso di tempo relativamente lungo (e cioè dall'1 giugno al 15 giugno, perché, in fondo, chi li legge davvero durante il resto dell'anno? ;D). Ecco, quando si parla di cambiare, si deve partire non solo da fatti di coscienza, di emotività, di socievolezza e socialità. Si deve partire dalle basi, da ciò che ci permette di costruire un avvenire, e non solo da ciò che ci permettere di non classificarci come soli o inutili. I progetti partono da promesse, programmi mentali e cartacei che ci guardano dalla loro inconsistenza fisica e sembrano dirci che, anche se lo sappiamo già e non vogliamo ascoltare la nostra vocina interiore, la conclusione sarà sempre la stessa; e le scommesse, con se stessi, crescono dagli stessi presupposti. Bene, facciamone uno\a:
E poi, non è forse per avere risposte che si studia? Non è forse per sentirci meno soli, specialmente quando sappiamo che molti prima di noi hanno assaggiato la melanconia della vita e ne hanno riempito pagine di ogni sorta? O forse solo perché così ci impone la società?
Beh, a noi, a questo blog, spetta la ricerca e la memoria della nostra folle esistenza, e di tutto ciò che la diversità di pensiero e di vissuto ed esperienza comportano. E in particolar modo la conclusione di questo progetto di diventare ;strenza a Piacenza.
Maria
Non posso non ammettere che è stato emozionante, la prima lezione ufficiale di Storia Moderna, le nuove amicizie o le prime chiacchere da bar, i colleghi e le colleghe, il gruppetto già formato, il prof simpatico con marcato accento provinciale... ma forse la sistemazione un po' scomoda (a terra, addossata alle mie colleghe da una parte e la mia migliore amica dall'altra) mi ha fatto intristire alquanto; anche perché, da quello che ho capito, sarà questa la sistemazione fino a quando non finiranno le lezioni. Maaah.
Ma non è questo il problema. I problemi inizieranno, come tutti sanno, quando la sistemazione non sarà più una scusa. O meglio, quando la sistemazione sarà l'ultimo dei problemi fondamentali dello studio, di giornate passate intere sepolta sotto una decina di libri da leggere da introduzione a epilogo, capoverso dopo capoverso, in un lasso di tempo relativamente lungo (e cioè dall'1 giugno al 15 giugno, perché, in fondo, chi li legge davvero durante il resto dell'anno? ;D). Ecco, quando si parla di cambiare, si deve partire non solo da fatti di coscienza, di emotività, di socievolezza e socialità. Si deve partire dalle basi, da ciò che ci permette di costruire un avvenire, e non solo da ciò che ci permettere di non classificarci come soli o inutili. I progetti partono da promesse, programmi mentali e cartacei che ci guardano dalla loro inconsistenza fisica e sembrano dirci che, anche se lo sappiamo già e non vogliamo ascoltare la nostra vocina interiore, la conclusione sarà sempre la stessa; e le scommesse, con se stessi, crescono dagli stessi presupposti. Bene, facciamone uno\a:
quest'anno prometto di studiare ogni volta che posso, anche se non voglio, con la consapevolezza che devo.Comunque spero che sia un anno buono, che la voglia di studiare venga da sola (e credetemi, se una cosa mi va a genio, quella viene!), che quello che dovrò comprendere non sia scritto in sanscrito e che perciò non debba fare la traduzione comparata o la parafrasi dall'italiano all'italiano. Ma se così non fosse, non la chiamerebbero Università, giusto? ;)
E poi, non è forse per avere risposte che si studia? Non è forse per sentirci meno soli, specialmente quando sappiamo che molti prima di noi hanno assaggiato la melanconia della vita e ne hanno riempito pagine di ogni sorta? O forse solo perché così ci impone la società?
Beh, a noi, a questo blog, spetta la ricerca e la memoria della nostra folle esistenza, e di tutto ciò che la diversità di pensiero e di vissuto ed esperienza comportano. E in particolar modo la conclusione di questo progetto di diventare ;strenza a Piacenza.
Maria
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