Non posso non ammettere che è stato emozionante, la prima lezione ufficiale di Storia Moderna, le nuove amicizie o le prime chiacchere da bar, i colleghi e le colleghe, il gruppetto già formato, il prof simpatico con marcato accento provinciale... ma forse la sistemazione un po' scomoda (a terra, addossata alle mie colleghe da una parte e la mia migliore amica dall'altra) mi ha fatto intristire alquanto; anche perché, da quello che ho capito, sarà questa la sistemazione fino a quando non finiranno le lezioni. Maaah.
Ma non è questo il problema. I problemi inizieranno, come tutti sanno, quando la sistemazione non sarà più una scusa. O meglio, quando la sistemazione sarà l'ultimo dei problemi fondamentali dello studio, di giornate passate intere sepolta sotto una decina di libri da leggere da introduzione a epilogo, capoverso dopo capoverso, in un lasso di tempo relativamente lungo (e cioè dall'1 giugno al 15 giugno, perché, in fondo, chi li legge davvero durante il resto dell'anno? ;D). Ecco, quando si parla di cambiare, si deve partire non solo da fatti di coscienza, di emotività, di socievolezza e socialità. Si deve partire dalle basi, da ciò che ci permette di costruire un avvenire, e non solo da ciò che ci permettere di non classificarci come soli o inutili. I progetti partono da promesse, programmi mentali e cartacei che ci guardano dalla loro inconsistenza fisica e sembrano dirci che, anche se lo sappiamo già e non vogliamo ascoltare la nostra vocina interiore, la conclusione sarà sempre la stessa; e le scommesse, con se stessi, crescono dagli stessi presupposti. Bene, facciamone uno\a:
quest'anno prometto di studiare ogni volta che posso, anche se non voglio, con la consapevolezza che devo.Comunque spero che sia un anno buono, che la voglia di studiare venga da sola (e credetemi, se una cosa mi va a genio, quella viene!), che quello che dovrò comprendere non sia scritto in sanscrito e che perciò non debba fare la traduzione comparata o la parafrasi dall'italiano all'italiano. Ma se così non fosse, non la chiamerebbero Università, giusto? ;)
E poi, non è forse per avere risposte che si studia? Non è forse per sentirci meno soli, specialmente quando sappiamo che molti prima di noi hanno assaggiato la melanconia della vita e ne hanno riempito pagine di ogni sorta? O forse solo perché così ci impone la società?
Beh, a noi, a questo blog, spetta la ricerca e la memoria della nostra folle esistenza, e di tutto ciò che la diversità di pensiero e di vissuto ed esperienza comportano. E in particolar modo la conclusione di questo progetto di diventare ;strenza a Piacenza.
Maria
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