lunedì 22 novembre 2010

diciotto undici ventidieci

Giornata faticosa per gli studenti del corso di interclasse di Lingue oggi.
Sveglia albeggiante come al solito e corsa su per le scale alle 7emezza di mattina per prendere e occupare posti che lo/a stronzo/a di turno vi frega perché "finchè è uno okay, ma già due o tre... eh no cara, mi dispiace!". Il suo discorso può anche essere corretto da un punto di vista logico, che lui o lei si alza presto e arriva in Facoltà mezz'ora o tre quarti d'ora prima dell'orario di inizio solo per prendere posto; ma noi allora lì che cosa ci facciamo? Non siamo anche noi sul suo stesso livello?
Ma comunque... Per fortuna che tra una lezione e l'altra ci sono quattro ore di pausa: la mente si rilassa, si ha il tempo di rivedere gli appunti, pranzare, cercare l'aula e prendere di nuovo posto. Peccato che l'aula era davvero insignificante e che non ci entrassimo nemmeno per un quinto. Così, quando una mia collega ed io avevamo preso già posto da un po', abbastanza avanti da poter seguire la lezione con calma, ci hanno avvisato che la lezione era stata momentaneamente trasferita in un'aula molto più grande e noi due abbiamo corso di nuovo per arrivare infine ad occupare due posti dell'ultimissima fila in alto. Dispiaciute, ma correttamente grate di averne trovate almeno uno ciascuna.
Ed il professore che ci faceva lezione era persino preso in prestito!

Non faccio nessun commento. Ma...

...sarà anche per colpa della data?
Baaaah.
Maria

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