Infiliamoci nella dipendenza da cavatappi. Alcuni problemi possono essere risolti, altri devono essere accettati passivamente. Come i compiti. Ma non è di questo che si vuole parlare, bensì di miriade di altre milioni di cose di cui si potrebbe parlare. Già solo parlare porta addosso qualcosa di chicoso e lustrineggiante, parole improbabili eppure pienamente significanti. Sproloquiamo qui sulle ceneri delle nostre tenebre, lasciando la polvere che esse sollevano al grigiume della nostra esistenza. Non è bianco tutto quel vediamo attorno e non è tutto bianco ciò che luccica. Esattamente non sto dicendo niente, eppure mi muovo e mi ossequio. La poltiglia di pensieri che rigurgito sulla bava del mio essere sprigiona rimembranze assai poco gradite e quasi del tutto cancellate. Eppure sono dimenticate. Sì, perché da quando ci sei tu, tutto è più bello ormai. E non ricordo nemmeno che casini ho combinato prima. <3
Siamo al 17 di Dicembre ed io sono davanti alla finestra aperta ed in maniche corte. Canottiera, mi correggo. Ma sono io l'essere esagerato o qui c'è caldo, signori miei?
Sveglia mattutina, mi sono pure spaventata: il mio amore all'ospedale (vorrei ben dire, voi non vi sareste spaventati?!) ! Quasi quasi mi veniva un colpo. Per fortuna nulla di grave, solo la tosse che non vuole passare ed il sonno che non vuole arrivare. [Riprenditi presto, amore mio !] Che poi, pare che mi sia svegliata con il presentimento; perché di solito alle sette e mezza sono nel più profondo dei miei sogni. Ah, tra parentesi, stavo pure sognando che il suo regalo fosse in offerta e che quindi gli potessi dare la parte migliore. Peccato che così non sia... Ma spero che tutto vada secondo i miei piani e che gli piaccia :)
Certo, però, poteva evitare di ammalarsi, proprio ora poi... Maaah, questi umani che si ammalano u.ù Fate come me, mangiate fango e starete bene :3 Bisous !
In realtà avevo voglia di aggiornare per parlare di smalti, ma io di certo non sarò l'ennesima make up & style guru che ci sono in giro per internet. Cioè, in realtà ne avrei parlato in modo del tutto diverso, perché mi va, sì, mi va straordinariamente tanto di essere superficiale qualche volta. Sì, lo voglio. E magari ora.
Non è giusto voler essere qualcosa che non si è, ma io sono quello che sono. Okay, non ne sono capace. Avrei parlato dello smalto parlando di quanto sia bello portare dei ricordi addosso con sé, ed io ne ho tanti. La collana, gli orecchini, l'orologio, i bracciali... Ed infine lo smalto, lo smalto che mi ricorda due persone: il mio amore e la mia migliore amica.
Perché? Perché ne ho messi due addosso: l'espressione dell'inverno e dell'estate, due cose senza cui non potrei vivere, due persone di cui non potrei fare a meno. Eppure...
Vabbè, siamo superficiali per una volta, forse è meglio.
Forse vedermi tutti i giorni ti fa male. Forse la mia presenza costante ti danneggia. Forse io ti sono solo d'ostacolo. Al posto di aiutarti, come sempre. Non sto capendo più niente. Poco è poco, molto è molto, in entrambi i casi non va. La via di mezzo? Non esiste; o tutto o niente. Ma se questo tutto o questo niente esiste, noi perché siamo insieme? Non siamo pronti? Cosa succederebbe se vivessimo insieme? Facciamo grandi sogni, grandi progetti, e ancora non abbiamo imparato ad accettarci nel quotidiano, rimanendo in fondo noi stessi. Io so di sbagliare tutto, ma non nel fatto di fondo, quello che muove tutte le mie azioni: ti amo ! Ma poi? Dove iniziare?
Sento di affondare, ogni giorno di più. Non sono d'aiuto, per te, per i miei, per le mie amiche, per tutte le persone che conosco. Mi sento come se stessi cadendo in un baratro; e ti sto portando con me.
Riesco ad essere una persona sgradevole pur con tutto l'affetto del mondo. Wow.
Consigliatemi dello yoga, per favore; prescrivetemelo come dottori, così che io possa essere convinta di essere costretta a darmi una regolata. Devo darmi una calmata. Questa vita è un inferno. Scappiamo?
Comincio a starmi stretta.
Oggi ho rimproverato il mio amore. E sebbene non sia la prima volta che lo faccia, sto male come la prima. Mi sento una merda. Ho deciso di pianificare la sua vita per qualche mese, per poter controllare la sua mente, aiutarlo a realizzarsi. Povera illusa. Non tanto perché non sarei in grado di riuscirci, quanto per il fatto che non sia giusto. Tu, Marie, devi darti una calmata. La gente inizia ad odiarti, persino chi ti vuole troppo bene. Finiscila !
Contiamo le gocce di sudore del baco che stenta a trasformarsi in farfalla.
I momenti di pace sono talmente pochi e ristretti che spesso ci si dimentica perfino di viverli. Consci del fatto che, forse, siamo ancora all'inizio, rimandiamo tutto a dopo, dicendo tra noi e noi "ci sarà tempo". Già. Ci sarà tempo per litigare, ci sarà tempo per amare, ci sarà tempo per ridere e scherzare, ci sarà tempo per fare l'amore, ci sarà tempo per vivere insieme, e ci sarà tempo per crescere; ma in verità non ci sarà mai abbastanza tempo per riconoscere i nostri difetti e porvi rimedio. Ma ci dobbiamo provare, dobbiamo provare a leggere in noi stessi, dobbiamo tentare di spostare poi lo sguardo sugli altri per andare loro incontro, per capire che la vita non è tutta qui, ma è molto, molto di più. Non capisco perché alla fine vada a finire sempre a parlare della vita, o in fondo delle stesse identiche cose. Il fatto è che non lo siano affatto, o almeno, qualora un fatto si reiteri diverse volte, non è detto che sia sempre uguale a se stesso. Anzi, mai nessun attimo ritornerà. Quindi, viviamo. Ora.
Non lasciate posto ai pensieri negativi, alla tristezza, alla consapevolezza che lasciare andare le cose sia più facile, ma in fondo più deleterio, che combattere sempre, e la maggior parte delle volte inutilmente. Fate ciò che sentite, quasi istintivamente, non state troppo a ragionarci su. Sappiate solo che, se volete una cosa, la vostra unica opzione non è lottare per averla, è ottenerla. Ma badate sempre a ciò che volete.
Eccomi arrivata a destinazione, il blog che nessuno legge mai, l'ennesima pagina bianca (più o meno) virtuale sprecata per dar sfogo a pensieri ed ossessioni e domande a cui nessuno darà mai risposta. Forse sono qui solo per sparlare, per svergognarmi e denudarmi come una puttana sul web, per mostrare la parte più vermiforme di me, la mia mente, mentre mille pensieri l'attraversano come uno storm, confusi, claudicanti, disorientati. Il circo della mia vita. Tutto parte da qui, tutto parte da me. E comincio da una necessità di fondo, una preghiera che ho bisogno di trasporre in edifici grafici, materici, inchiostrati di realtà, da un pensiero trascendentale che la mia testa riluttante vuole e deve portare alla forma tattile e visibile per non restarne imprigionata, seccata, segnata. Dio. Tu che ascolti queste preghiere dissonanti; Tu che ci metti alla prova e ci premi con giochi senza senso, senza scopo; Tu che però ci sei e mi concreti, mi sfiori con dita inconsistenti; Tu. Tu, Dio, aiutami. Di tutto quello che mi hai dato spiegami cosa devo farne, di tutto quello che mi hai regalato dammi le istruzioni. Di tutto quello che mi hai dato spiegami il motivo. Dimmi, è giusto che tutti siano felicitranne me? Chiedevo amore, perché non vedevo l'affetto. Chiedevo di provare. Di non essere da meno degli altri, perché a lungo andare ci facciamo domande; e non ci chiediamo mica perché il mondo vada a scatafascio, ma cosa ci sia di sbagliato in noi. Chiedevo solo che Tu mi mostrassi cosa significhi essere due e non più sola. E ora? Ora cosa ti devo chiedere? Ti prego di illuminarmi, perché non so davvero che direzione stia prendendo la mia vita! Certe volte le prove sono lì, tangibili, chiare e lampanti come il fuoco del sole, che diresti che non capisci come ci possano essere dubbi; e poi nello sconforto ti guardi dentro e capisci che in realtà tutto non è altro che illusione, e le prove svaniscono, perché ti chiedi "perché?". Perché così e non il contrario? Perché gira in quel verso e non di qua? Perché la gente umana ha deciso convenzionalmente che le cose giuste siano tali e le cose sbagliate siano talatre? E perché se le cose giuste sono quelle essa stessa fa le altre? Le manie ci crescono in cuore per compensare le mancanze. Ma se le mancanze sono state colmate, perché ci sono ancora le manie?
Come odio la connessione così lenta da farmi dimenticare quello che volevo scrivere. Torno dopo. O presto. O non so quando.